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Le stelle ci guidano

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Nonostante il titolo lo faccia sembrare, questo articolo non tratta di oroscopo!  Qui parleremo di come le recensioni (ormai per la maggior parte sotto forma di “stelline”, di solito da 1 a 5) condizionino le nostre esperienze di acquisto, e non solo di oggetti, ma anche di esperienze, ristoranti, attrazioni, fino ai professionisti, anche della salute. Oggi avere un profilo senza recensioni in evidenza o con stelline sotto le 3 unità, appare quantomeno sospetto. Ma perché? Su cosa s’innesta questo meccanismo? Nel loro ormai storico libro, “Pensieri lenti e veloci”, Daniel Kahneman e Amos Tversky hanno condotto ricerche innovative di come si forma il nostro processo decisionale. Hanno ipotizzato l’uso di euristiche (scorciatoie) del pensiero che aiutano a prendere decisioni in modo veloce e il più possibile sicuro. Quello che hanno sottolineato però, è che queste euristiche sono condizionate da una serie di fattori che aiutano il cervello a fare meno fatica e che in un altro articol...

Io procrastino tu procrastini, egli procrastina

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Hai mai sentito parlare di “procrastinazione” ? Sì, è una parola un po’ complicata che però indica un comportamento diffuso: il rimandare a lungo termine o addirittura all’infinito le cose che sappiamo di dover fare (e anche a volte quelle che vorremmo fare, anche se sembra strano).  La procrastinazione è il comportamento di rimandare o posticipare l'esecuzione di un'attività o un compito che dovrebbe essere svolto, spesso a favore di attività più piacevoli o meno impegnative. In altre parole, la procrastinazione è il tendere a rimandare le cose che dovremmo fare, spostando l'attenzione su altre attività che ci danno gratificazione immediata.  Però non diamo per scontato che sia sempre così: a volte sostituiamo ciò che va fatto con attività qualsiasi, anche solo per restare impegnati in qualcos’altro e non dover pensare a ciò che dovremmo fare. Hai notato che ho usato molte volte la parola “fare”? Sì, perché il fare è nemico giurato del rimandare . Immergersi nel flusso de...

Bias cognitivi e autodeterminazione

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I bias cognitivi sono costrutti, pensieri organizzati e complessi fondati su percezioni che abbiamo costruito nel tempo e con l’esperienza, dove abbiamo operato collegamenti spesso arbitrari tra diversi eventi anche non collegati tra loro. Si fondano spesso su pregiudizi e ideologie; e a questo punto sorge una domanda: se sono sbagliati, perché il nostro cervello li utilizza?   Devi sapere che il cervello lavora secondo il principio dell’omeostasi o autoregolazione, che gli fa evitare di essere disturbato da ragionamenti o modifiche allo status quo. In questo modo l’energia che utilizza si riduce al minimo e siccome i bias ne utilizzano poca dato che sono automatizzati, vengono favoriti rispetto a smentite o faticose rielaborazioni del proprio modo di pensare.   Qui sta anche il forte potere dell’abitudine rispetto alla novità e ai cambiamenti!   Di bias cognitivi se ne conoscono tantissimi, io qui di seguito ti propongo quelli più comuni e frequenti:   Effet...

Il Nibbling: rosicchiare di continuo

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La parola "nibbling" tradotta letteralmente dall'inglese significa "rosicchiare" e istantaneamente accende nel nostro cervello simpatiche immagini di animaletti che rosicchiano velocemente: conigli, scoiattoli, castori... Eppure, se trasportato nel nostro mondo umano, il rosicchiare di continuo provoca spesso conseguenze non così simpatiche: può infatti favorire sovrappeso, obesità e problemi di salute connessi a queste condizioni. Quindi, di cosa stiamo parlando? Il Nibbling è stato classificato come uno dei disturbi del comportamento alimentare più "collaterali", perché da un certo punto di vista non altera troppo il nostro stile di vita ed è accettato socialmente, in quanto ormai il cibo ha più una valenza sociale e socializzante che nutritiva. Inoltre, cuciniamo sempre meno e siamo sempre di corsa, condizioni che favoriscono l'affermarsi di cibi veloci e spesso industriali. Quando si configura come problema vero e proprio? Quando non si pensa ...

3 allenamenti per la felicità

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"Felicità" è una parola che può fare paura: sa di assoluto, di irraggiungibile, di difficilmente sostenibile nel tempo. Eppure, le parole sono importanti e concederci questa parola può aprire nuove vie nella nostra mente, vie che migliorano la percezione del tempo che viviamo. Proprio per questo, e soprattutto perché il nostro cervello non capisce l'ironia, le metafore, la finzione, ma ci prende alla lettera, proviamo ad allenarlo alla felicità. Perché parlare quindi di "allenamento" ? Perché trasmette alla nostra mente un concetto di percorso, non solo di fine, se mi alleno lo faccio più volte a settimana, lo faccio sia che voglia tornare in forma sia che la forma ideale ce l'abbia già ma voglio agire per mantenerla. Ebbene sì, la felicità può essere allenata , somiglia più a una competenza che si può acquisire piuttosto che a un bacio della dea bendata che può capitare una volta oppure mai! Ti propongo a questo punto 3 allenamenti per la tua felicità . M...